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Variazioni (2009)

Un artista può scegliere di guardare all'esterno o all'interno. Giovanna Lentini ha intrapreso da tempo la seconda strada, cosa che rende il commento dei suoi lavori arduo come l'interrogazione di una Sfinge. La raccolta "Variazioni", dai piccoli formati alle grandi realizzazioni, è da considerare un'opera nell'opera; ogni singolo tema veicola infatti la trasmutazione di un momento interiore in una proiezione pittorica secondo la logica alchemica del cercatore ferito. L'insieme delle Variazioni offre allora all'osservatore un indizio in più, quello del percorso.

Se dovessimo cercare una parentela dal punto di vista formale, forse è alla famosa scuola di New York che bisognerebbe guardare, il primo autentico movimento americano che unì l'intensità dell'espressionismo tedesco con l'anti-figuratività delle altre scuole europee. Di quel momento troviamo anche i procedimenti per cancellazione, dai quali l'immagine esce scarnificata e de-localizzata, attraverso un minuto controllo dello spazio che è fitto, accurato ed invariante, non dipende dalla grandezza della tela. Ma questa è solo una parentela sintattica diremmo, ed è ancora all'alchimia che dobbiamo rivolgerci ed alle cose che Giovanna Lentini ama quotidianamente per trovare una chiave interiore. A esempio a quel Paul Klee il cui incessante dinamismo di forme e colori ha spesso fatto apparire gioiosa la sua arte, mentre lui stesso scriveva: "Quest'uomo nato, in contrasto con esseri divini, con un'ala sola, fa grandi sforzi per volare, e così si spezza braccia e gambe, ma tuttavia resiste sotto l'usbergo della sua idea. Il contrasto fra il suo atteggiamento solenne, monumentale e la sua rovina già in atto era ciò che dovevo mettere particolarmente in rilievo come simbolo della tragicommedia" (P. Klee, Diari 1898-1918).

Costringendo le Variazioni di Giovanna Lentini a mostrarsi sotto la luce di una narrazione storica, osserviamo che c'è un progressivo passaggio da una tenue, elegante emergenza di tratti neri e rossi su un fondo bianco sui grandi spazi della canapa ai più recenti rossi densi e concentrati, dove il fragile graffito è ormai diventato un'esplicita battaglia con quel singolare continuum di spazio-tempo e memorie che in pittura è la materia. Le Variazioni vanno dunque verso un'innalzamento progressivo della temperatura interiore, un'apertura rischiosa e necessaria, il passaggio dall'opera al nero/bianco al sagredo della rivoluzione annunciata. E come ogni rivoluzione, non è senza vittime. Le Variazioni, costrette dunque a continuare all'infinito, svelano il loro lato oscuro ed esplosivo, proprio come L'angelo di Klee al di là delle apparenze si rivela l'angelo tragico della storia che osa guardare all'indietro.

L'angelo creativo di Giovanna Lentini svolge le sue Variazioni guardando in profondità all'origine del dolore.


Ignazio Licata